Supramonte

I Supramonte ricadono nei territori comunali di Orgosolo, Urzulei, Oliena, Dorgali e Baunei, distribuiti tra le province di Nuoro e Ogliastra, si tratta di un vasto sistema montuoso di origine calcarea, che si estende dalle pendici del Gennargentu sino al Golfo di Orosei.

La morfologia di questo territorio è alquanto complessa e accidentata; il bianco paesaggio è infatti segnato da lunghe còdule (grandi canaloni calcarei che a volte giungono sino al mare), da strette gole, profonde doline, suggestive grotte e inghiottitoi, ampi pianori, alte pareti a falesia e cime che superano i mille metri di altezza.
L’ambiente è caratterizzato da spettacolari esemplari di ginepro, da tassi millenari e da vaste foreste primarie di leccio, sopravvissute al taglio incontrollato dei carbonai nel XIX secolo.

Sono molto diffuse anche le specie caratteristiche della macchia mediterranea quali la fillirea, le eriche, i cisti, il lentisco, etc., oltre agli oleandri all’interno delle còdule, al pero selvatico, al terebinto, all’acero trilobo e alla ginestra dell’Etna.

Il Supramonte rappresentano l’habitat ideale per diverse specie della fauna sarda, in particolare il muflone, il cinghiale, la volpe, il ghiro, il gatto selvatico, la martora, l’aquila reale, lo sparviero e, sulla costa, il falco della regina.
Seppur considerata una regione marginale dell’Isola, il Supramonte ha rappresentato in diverse fasi storiche, il luogo della resistenza: sia militare che culturale, dei sardi. Qui i dominatori non hanno mai avuto gioco facile. Era di certo questa l’area considerata la più ostile alle milizie romane: i cosiddetti “montes insani” citati da Cicerone.

La presenza millenaria dell’uomo è testimoniata dalle numerose capanne (barracos o pinnetos), dai recinti per il bestiame caprino ed ovino (cortes), per quello bovino (bachiles), dai i ripari per maiali (cumbulas). Di notevole interesse sono i siti archeologici di epoca preistorica: nuraghi, villaggi, tombe di giganti, integrati in modo quasi naturale con l’ambiente e posti nei punti strategici per il controllo del territorio.

Un ambiente cosi aspro e inospitale non ha consentito grossi insediamenti stabili in epoca storica. Ma gli abitanti dei comuni posti ai confini di questa immensa distesa calcarea sono riusciti, nei secoli, a trarre le risorse alimentari per vivere. Con fatica ed intelligenza hanno praticato la transumanza, hanno selezionato bestiame in grado di adattarsi a quegli ambienti, hanno saputo integrare alla prevalente attività pastorale quella agricola.

Oggi, si sta riscoprendo, valorizzando e promuovendo un nuovo modo di fare turismo. Un turismo che oltre al paesaggio ed alla natura, guardi all’uomo, ed alle migliori espressioni della civiltà pastorale: dai prodotti artigianali, al canto a tenore, dai piatti tipici alle feste popolari.

Il Supramonte rappresenta una regione selvaggia, la più selvaggia dell’Isola. Pertanto, nell’affrontare i percorsi a piedi, è necessario considerare la morfologia del territorio, caratterizzata da suolo accidentato, con forti divari altimetrici, assenza di segnaletica, orientamento estremamente difficile, rari punti sosta attrezzati, difficoltà di reperimento di fonti di approvvigionamento idrico e scarsa copertura GSM.

È quindi assolutamente sconsigliato affrontare tali percorsi da soli. Meglio rivolgersi alle società escursionistiche del luogo e munirsi di attrezzatura tecnica sportiva, in particolare scarponi da trekking.